Facciamo chiarezza sulle complicanze derivate dalle protesi mammarie

Facciamo chiarezza sulle complicanze derivate dalle protesi mammarie

BIA-ALCL e Breast Implant Illness sono parole di origine anglosassone che riguardano la medesima problematica: complicanza da protesi mammarie.

Occorre riuscire ad essere poco tecnici e molto chiari per informarvi e aggiornarvi al riguardo.
Ci sono innumerevoli articoli scientifici che trattano questa tematica, ma cercherò di semplificarla (anche se semplice non è), perché non si capisce ancora quale sia la causa della complicanza.

I fatti che al momento si conoscono sono due: la correlazione tra impianto di protesi mammarie e l’insorgenza di una rara patologia, e la terapia da effettuare.

Partiamo dall’inizio: cosa significa BIA-ALCL?

Breast Implant- Anaplastic Large Cell Lymphoma è una rara forma di Linfoma non Hodgkin (NHL) associata all’impianto di protesi mammarie.

La certezza al momento la si ha solo su protesi che hanno una copertura chiamata macrotesturizzata; gli articoli pubblicati fino ad oggi infatti non mettono in evidenza una correlazione con le protesi lisce e nanotesturizzate.

Quanto è comune BIA-ALCL?

Dalla fine degli anni ’90 si è riscontrata questa correlazione tra patologia e impianto di protesi mammarie, e il primo caso di BIA-ALCL è stato scoperto in associazione con una protesi mammaria riempita con soluzione salina.

Recenti studi australiani e neozelandesi dei casi di BIA-ALCL combinati con la data di vendita anonima dei produttori di impianti, hanno fornito una prospettiva diversa con una stima del rischio più elevata (Deva AK e altri, Plast Reconstr Surg. 2017 Oct; 140 (4 ): 645-654).

Il rischio stimato più alto espresso in casi di ALCL per numero di impianti è stato trovato in Allergan Biocell a 1 su 3817 (95% CI da 2718 a 5545) rispetto a Silimed Polyurethane a 1 su 7788 (IC 95% da 3042 a 28581) e Struttura del Siltex del mentore a 1 su 60631 (IC 95% da 10882 a 2397471).

Sebbene il primo caso di BIA-ALCL fosse associato ad un impianto salino, è stato dimostrato che si verifica indipendentemente dal materiale di riempimento. Fino ad ora non sono stati segnalati casi con l’uso esclusivo di impianti lisci.

In qualsiasi circostanza venga utilizzata una protesi mammaria, sia per la ricostruzione del seno o l’aumento, ora è necessario fornire ai pazienti informazioni adeguate, e una discussione di BIA-ALCL deve essere inclusa come parte del processo di consenso e documentata nella cartella clinica.

Gli impianti sono ancora considerati sicuri per l’uso in operazioni di estetica e ricostruzione e non vi sono modifiche nella pratica con i dati attuali disponibili.

2019-07-04T17:27:57+00:0003 Marzo 2019|Chirurgia della mammella, News|

Scritto da:

Medico specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università di Siena con il massimo dei voti e lode, può vantare più di 2000 interventi, innumerevoli partecipazioni a corsi ed eventi nazionali e internazionali e decine di pubblicazioni scientifiche. Per maggiori informazioni si veda la pagina curriculum.
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