Una delle domande più frequenti dei pazienti che desiderano rimodellare il naso riguarda la tecnica: rinoplastica chiusa o aperta, ossia quella tradizionale?

In realtà la scelta viene valutata dal chirurgo plastico in base alle caratteristiche del naso del paziente ed ai risultati estetici che desidera ottenere.

Cos’è la rinoplastica chiusa?

Innanzitutto, la rinoplastica chiusa è un termine scorretto, poiché dà l’idea che il chirurgo plastico durante l’operazione non possa vedere quello che sta facendo.

Il termine medico è quello di rinoplastica endonasale, ossia un intervento eseguito attraverso incisioni vendo-nasali all’interno del naso pertanto non visibili dall’esterno.

La tecnica endonasale ha diversi vantaggi:

  • evitare la cicatrice esterna a livello della base della columella;
  • una più rapida guarigione nel tempo in circa 6-8 mesi;
  • minor trauma a livello della punta nasale il cui scollamento è più limitato rispetto alla tecnica aperta (open);
  • l’intervento ha una durata di circa 40-60 minuti.

Cos’è la rinoplastica aperta?

La rinoplastica aperta prevede il rimodellamento del naso attraverso una incisione alla base della columella, area anatomica che separa le due narici, che consente lo scollamento totale della punta nasale.

La tecnica di rinoplastica aperta ha diversi vantaggi:

  • visione diretta di tutte le strutture anatomiche in tutti i loro dettagli;
  • è più facile effettuare le manovre chirurgiche di correzione rispetto alla tecnica chiusa.

Nel post-operatorio è possibile avere delle rigidità delle strutture nasali dovute agli innesti nasali, per dare supporto alla punta, necessari con questo tipo di tecnica.

Se la piccola incisione eseguita non guarisse in modo ottimale, potrebbe essere necessario un ulteriore intervento chirurgico per la correzione estetica eseguito in anestesia locale e regime ambulatoriale.

Cosa sono gli innesti nasali usati nella rinoplastica aperta?

L’innesto nasale è un frammento di cartilagine prelevato dal setto nasale oppure dal torace e, nella tecnica aperta, viene conformato e posizionato a livello della punta del naso.

Ha 2 funzioni principali:

  • riempire e creare volume;
  • supporto strutturale.

Bisogna considerare che se l’innesto viene prelevato dalla cartilagine costale verrà effettuata una ulteriore incisione e, per rendere poco visibile la cicatrice, solitamente viene eseguita nel solco sottomammario nelle donne oppure nel terzo inferiore del torace negli uomini

Il vantaggio dell’utilizzo di tessuto autologo è l’assenza di rigetto pertanto garantisce risultati stabili e duraturi.

Quanto dura l’intervento e i vantaggi

L’intervento di rinoplastica aperta ha una durata di circa 90-120 minuti in anestesia totale.

Quando risulta essere necessaria la tecnica aperta:

  • dopo un trauma tale per cui è presente una deviazione assiale della piramide nasale;
  • in caso di correzioni funzionali della valvola nasale esterna;
  • malformazioni congenite;
  • casi complessi di rinoplastica secondaria (link articolo rinoplastica).

È corretto ricordare che il risultato finale non è determinato dalla tecnica, ma dalla professionalità del chirurgo plastico.

Cosa fare dopo l’intervento di rinoplastica?

Come spiegato, l’intervento di rinoplastica consiste nel rimodellare le strutture ossee e cartilaginee del naso, nella rinoplastica chiusa, attraverso dei piccoli accessi all’interno delle narici.

Nella rinoplastica aperta, invece, tramite un’incisione alla base della columella per consentire lo scollamento totale della punta nasale.

La finalità dell’intervento è migliorare l’estetica del naso senza ovviamente pregiudicarne l’aspetto funzionale e, tranne per casi isolati, si esegue in day hospital così che il paziente dopo qualche ora dalla conclusione può tornare a casa.

Alla fine dell’intervento, fino a qualche anno fa il chirurgo applicava una striscia di gesso mentre adesso applica dei cerotti e un modellatore rigido in alluminio.

I cerotti post-rinoplastica servono per comprimere i tessuti appena scollati ed evitare così raccolte di sangue localizzate.

Dopo 4/5 giorni dall’intervento il paziente ritornerà dal chirurgo che ha effettuato l’intervento per rimuovere la medicazione e applicarne una nuova che verrà tenuta per lo stesso lasso di tempo.

Il modellatore rigido serve per mantenere in asse le ossa nasali che sono state fratturate per consentire un adeguato consolidamento.

Indicazioni nel post-operatorio

Normalmente a causa dell’intervento chirurgico è prevedibile che si manifesti gonfiore ed eventuali lividi che si ridurranno nel tempo, solitamente la scomparsa avviene in 6 mesi.

Esteticamente per coprire i lividi si può applicare della crema colorata mentre per ottenere una guarigione più veloce si può applicare una pomata/crema gel a base di eparina.

Al fine di mantenere pulite le cavità interne del naso e consentire una buona respirazione, occorre effettuare più volte al giorno dei semplici lavaggi con soluzione salina.

Dopo una settimana dall’intervento si possono riprendere le attività lavorative e sociali mentre è necessario aspettare circa un mese per effettuare dello sport.

Indicazioni per un decorso post-operatorio

L’intervento di rinoplastica non presenta particolari rischi per il paziente, comunque è opportuno seguire le seguenti norme di comportamento:

  • evitare di guidare subito dopo l’intervento, quindi, è meglio farsi accompagnare a casa.
  • farsi assistere per un paio di giorni.
  • per 24 ore evitare di lavare il viso.
  • per 48 ore preferire alimenti freddi.
  • per 2 settimane evitare la masticazione quindi preferire alimenti morbidi.
  • per 21 giorni evitare alcolici, medicinali a base di acido salicilico e limitarsi agli antidolorifici.
  • per circa 1 mese non soffiarsi il naso e evitare di starnutire per 30/40 giorni.
  • non fumare.
  • per 40 giorni non esporsi al sole.
  • non truccarsi finché il chirurgo lo consentirà.
  • per 1 mese non praticare sport.

Si consiglia di passeggiare in quanto si riduce la possibilità di coaguli e diminuisce il gonfiore.

È consigliabile, e necessario, contattare il chirurgo nei seguenti casi:

  • aumento delle ecchimosi.
  • il persistere dell’arrossamento intorno all’incisione.
  • presenza di pus nella zona operata.
  • presenza di sanguinamento.
  • perdita della sensibilità.
  • in presenza di dolore acuto.
  • febbre alta.
  • mal di testa.
  • nausea e vomito.

Dopo la rinoplastica, si possono usare gli occhiali?

Gli occhiali da vista o da sole potranno essere utilizzati dopo circa 30 giorni dall’intervento di rinoplastica per evitare che venga creata una depressione sul dorso del naso dovuta alla pressione del nasello sulle pareti ossee che sono in fase di consolidamento.

Quindi per il primo mese dall’intervento è meglio ricorrere alle lenti a contatto o in alternativa una montatura leggera e sostenuta con dei cerotti sulla fronte.

Massaggiare e pulire il naso dopo l’intervento

I massaggi drenanti sono utili per ridurre l’edema postoperatorio e si effettuano con olio di mandorla o di oliva.

È consigliabile chiedere al chirurgo come effettuare tali massaggi.

Esistono dei prodotti pronti a base di acqua di mare o soluzione salina che è possibile acquistare in farmacia per la pulizia del naso.

Si consiglia di mettersi in posizione supina, spruzzare il liquido nelle narici facendolo giungere nel cavo orale e poi espellerlo.

Si possono usare anche dei cotton fioc imbevuti con una soluzione di acqua e acqua ossigenata per ripulire l’interno del naso e togliere le croste mentre nelle zone dove sono stati collocati i punti di sutura è opportuno applicare una pomata antibiotica.