LE COMPLICANZE CHE POSSONO VERIFICARSI IN CONCOMITANZA DI PROTESI MAMMARIE

LE COMPLICANZE CHE POSSONO VERIFICARSI IN CONCOMITANZA DI PROTESI MAMMARIE

Ultimamente si parla sempre più spesso di una patologia, Linfoma Anaplastico a Celllule Giganti (ALCL), che ha origine in concomitanza di impianto di protesi mammarie.

Lunedì sera, ( 25 marzo 2019) nella puntata di Report andata in onda su Rai3, hanno parlato di questo argomento e in questi giorni mi avete già scritto in tante per avere rassicurazioni al riguardo.

Ho pensato di introdurre anche altre sigle che sono collegate a questo fenomeno e delle quali sentiremo parlare nei prossimi mesi.

Human Adjuvant Disease (HAD), malattia adiuvante umana, è una sindrome autoimmune che è causata da un’ipersensibilizzazione prolungata di materiali estranei iniettati. Di solito, questo si verifica dopo l’aumento mammario con materiali estranei come il silicone.

Già dalla fine degli anni settanta ed inizio anni ottanta, articoli scientifici mettevano in evidenza la correlazione tra sindrome autoimmune e impianto di prodotti siliconici e/o paraffine e vasellina.

La malattia adiuvante umana è un disturbo immunologicamente mediato che si manifesta con artrite, artralgie, lesioni cutanee, malessere, piressia e perdita di peso. Clinicamente, spesso assomiglia all’artrite reumatoide e alla sindrome di Reiter.

La malattia adiuvante umana può essere causata da un’ipersensibilizzazione prolungata attivata dai materiali estranei iniettati che agiscono come adiuvanti.

Altro nome che si può trovare su internet è: autoimmune/inflammatory syndrome induced by adjuvants (ASIA), Shoenfeld’s syndrome, sindrome autoimmune / infiammatoria indotta da adiuvanti relativi a iniezioni e protesi di biomateriali, principalmente silicone, acido ialuronico, acrilammidi e composti metacrilati.

Entrambi gli acronimi anglosassoni riportano alla medesima patologia.

Solitamente l’insorgenza della patologia è tardiva, ciò significa che va dai 6-7 anni dall’impianto del prodotto in poi.

In tutto ciò, il lato positivo, è che si può guarire, allontanando la sostanza dal corpo. Quindi con una asportazione si può rimediare a tale disturbo senza ulteriori terapie.

Dal 2014 il Ministero della salute italiano, insieme alle autorità competenti degli altri stati membri, è parte di una Task-Force che monitora continuamente il numero di nuovi casi di ALCL in Europa.

Il 19 Novembre 2018 la Task-Force europea ha presieduto un workshop internazionale a cui hanno partecipato esperti clinici, le Autorità Competenti, Fabbricanti di protesi mammarie e Società Scientifiche.

Attualmente, a fronte di oltre 10 milioni di protesi mammarie impiantate, il numero di casi di ALCL resta estremamente basso e non offre dati statisticamente significativi che possano mettere in correlazione l’impianto con l’insorgenza di questa nuova patologia.

Ad oggi, il data base Ministeriale registra 38 casi mentre sono circa 49.000 le protesi mammarie impiantate ogni anno in Italia e benché il numero di casi risulti essere molto basso in rapporto al numero di dispositivi utilizzati, il Ministero della Salute continua a monitorare il problema.

Fonte: http://www.salute.gov.it

2019-06-05T15:11:30+00:0004 Aprile 2019|Chirurgia della mammella, News|

Scritto da:

Medico specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università di Siena con il massimo dei voti e lode, può vantare più di 2000 interventi, innumerevoli partecipazioni a corsi ed eventi nazionali e internazionali e decine di pubblicazioni scientifiche. Per maggiori informazioni si veda la pagina curriculum.
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